I ragazzi del sogno di Padre Puglisi

Le recensioni dei ragazzi del Centro di Accoglienza Padre Nostro di Palermo

“Bianca come il latte rossa come il sangue” di D’Avenia, quando l’amore è più forte della malattia

"Bianca come il latte rossa come il sangue" di D'Avenia, quando l'amore è più forte della malattia

Protagonista del libro “Bianca come il latte rossa come il sangue” è Leo, un sedicenne come tanti. Ama stare con gli amici, andare in motorino, ascoltare musica e giocare a calcio, mentre considera la scuola uno strazio e spera che la “specie” professori si estingua presto. Un giorno nella sua scuola arriva un giovane supplente di storia e filosofia diverso dagli altri.
Anche se Leo è pronto ad accoglierlo con cinismo e piccoli dispetti dovrà presto cambiare idea su di lui.

Perché questo insegnante ha una strana luce negli occhi quando spiega e sprona i ragazzi a inseguire i loro sogni e vivere intensamente.
Il sogno di Leo si chiama Beatrice e ha i capelli rossi. Per Leo rosso è il colore dell’amore e della passione mentre il colore bianco lo terrorizza perché riguarda l’assenza, la perdita.

Quando Leo viene a sapere che Beatrice è malata dovrà scavare a fondo dentro di sé per arrivare a capire che i sogni non possono morire se abbiamo il
coraggio di credere in qualcosa di ancora più grande. Mi rispecchia in molte cose Leo, per esempio a lui piace il rosso ma ha paura del bianco mentre a me piace il nero e mi spaventano tutti gli altri colori.

La parte che mi ha colpito di più è stato il coraggio di Leo, l’amore che ha messo nel fare stare bene Beatrice nonostante sapesse che la malattia avrebbe fatto lo stesso il suo percorso fino a portarla alla morte.

Questo libro mi ha fatto crescere, imparare che la vita non sempre ci dà tutto quello che vogliamo che quasi sempre ci toglie quello che amiamo di più al mondo,  l’importante però è prendere questo male e trasformarlo in qualcosa di bello, di unico. Un’altra cosa che mi ha fatto riflettere è stata che i suoi amici la sua famiglia non l’hanno mai abbandonato anche quando avevano tutte le ragioni per farlo. concludo col dire che adesso col tempo ho capito che l’adolescenza non è poi cosi male, che se da persone grandi pensassimo anche solo per cinque minuti ai tempi dell’adolescenza forse capiremmo che l’adolescenza è importante perchè da quell’età puoi capire chi sei, chi sono le persone che ti amano nonostante il tuo cercare di allontanare tutti, nonostante tu pensi di non poter andare avanti.

Maria Rinaldi

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Spazio dedicato alle recensioni dei libri letti dai ragazzi del Centro di Accoglienza Padre Nostro, fondato nel 1991 da Don Pino Puglisi, del quartiere Brancaccio di Palermo. Un progetto dal forte valore pedagogico, che ha come obiettivo quello di istruire all’importanza ed al piacere della lettura ed al recupero dei minori e degli adolescenti costantemente sottoposti al rischio di emarginazione e di reclutamento da parte della criminalità organizzata.

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